Transhimalayana 2016

5° tappa – Da Sakti a Nubra Valley

Da Sakti a Nubra Valley



Dieci giorni e poi… di qui non si passa più!

Ci attendono 186 km per raggiungere la Valle di Nubra: anche oggi rivivremo le emozioni delle carovane di un tempo che dalla Cina, attraverso il Karakoram Pass, entravano in territorio tibetano per poi proseguire verso l’India. Qua e là incontriamo gruppi numerosi di cammelli battriani che si muovono in cerca di cibo e che, quasi a testimoniare la storia, evocano alla nostra mente quelle antiche immagini di spostamenti senza fine. Respiriamo per tutto il giorno luoghi magici e remoti, immersi nel silenzio, dove, se il fisico continua a subire notevoli sollecitazioni, lo spirito e la mente riescono a ritemprarsi. Siamo nella culla del Buddismo e lungo il percorso incontriamo ancora tanti Stupa; la nostra guida li definisce “monumenti spirituali”. E in effetti, a livello simbolico, rappresentano il corpo di Buddha, la sua parola e la sua mente che indicano il sentiero dell’illuminazione. Questo viaggio non finisce di regalarci momenti e spunti di riflessione!

 

Ci muoviamo ad un’altitudine tra i 3.000 e i 4.000 metri. L’atmosfera è rarefatta, il paesaggio quasi lunare, arido, simile ad un deserto di alta quota, con temperature piuttosto rigide e una vegetazione essenziale. Nubra è una valle davvero unica al mondo, dove la natura regna assolutamente incontrastata: le dune sono circondate da cime di quasi 7.000 m; il bianco della sabbia si alterna al verde del fiume, in un gioco di luci e ombre creato dal passaggio delle nuvole, che fanno capolino nel cielo per il momento sempre azzurro. Una serenità perfetta. La presenza dell’uomo è ridotta davvero al minimo. E tra l’altro è concentrata solo in pochi mesi all’anno. Ai primi di ottobre, infatti, qui e lungo le pendici del Khardung La che scaleremo domani, non vivrà più nessuno: gli elicotteri militari verranno a prendere gli abitanti per portarli in zone più basse per i mesi invernali. Non ritorneranno che a fine marzo.





Moto a riposo all'imbrunire
Luoghi magici e remoti, immersi nel silenzio
  • Ci muoviamo ad un'altitudine tra i 3.000 e i 4.000 metri. L'atmosfera è rarefatta,il paesaggio quasi lunare
  • Incredibile striscia di strada in mezzo al fiume Shyok
  • Attraversiamo il fiume Shyok
Nubra è una valle unica al mondo, la natura regna incontrastata
Momenti di vita quotidiana
Gruppi di cammelli battriani che si muovono in cerca di cibo
In viaggio verso la valle di Nubra




Siamo nella parte nord orientale del paese, a circa 150 chilometri da Leh, al vertice di un triangolo tra India, Cina e Pakistan. Ci rendiamo conto di essere vicini al confine cinese e questo ci dà una certa emozione … in fondo è un sogno quello di ricalcare la via della seta con la via del riso! Per entrare nella Valle, attraversiamo il fiume Shyok lungo un piccolo ponte e passiamo attraverso un controllo militare. Per visitare la Valle serve un permesso speciale, ed è comprensibile perché un sistema sociale e naturale unico al mondo come questo va assolutamente preservato. E’ profondamente differente da qualsiasi altro luogo della regione; qui è tutto talmente intatto che pare una continua scoperta! Anche la popolazione è diversa dal resto del Ladakh nei tratti somatici: incontriamo sguardi di un azzurro straordinario. Sono volti che non dimenticheremo. Con le moto percorriamo un’incredibile striscia di strada in mezzo al fiume: è una traccia che la natura durante l’inverno cancellerà. Per il momento è percorribile… qualche guado ogni tanto, ma la superiamo. Entrati nella Valle, la vista sulla catena del Karakorum che si staglia davanti ai nostri occhi è mozzafiato. Il ghiacciaio perenne di Siachan è di incomparabile bellezza.




Siamo sazi, quando arriviamo al campo, ancora prima di cenare. Ma le emozioni non sono finite. La curiosità e lo stupore di veder arrivare dal nulla un gruppo di centauri anima la comunità, che orami a tarda sera ci raggiunge per darci un benvenuto speciale: tutti in costume locale, improvvisano uno splendido balletto folkloristico che ci commuove per la spontaneità e per la testimonianza di amicizia che hanno inteso regalarci. Grazie, incredibile, impareggiabile Ladakh!