Transhimalayana 2016

4° tappa – Da Sarchu a Sakti

Da Sarchu a Sakti



Tracce secolari lungo la via della seta

La notte nel campo tendato di Sarchu è stata davvero molto fredda, la temperatura è scesa a -2°; considerando che le tende non sono riscaldate, la notte non ci ha regalato sufficiente riposo per affrontare le tappe successive.

Dopo una giornata con un tragitto molto fatico lasciamo a voi immaginare le condizioni in cui ci troviamo. Il gruppo, sebbene provato, rimane molto compatto… avanti tutta! Lasciamo il campo tendato e viaggiamo verso Sakti, in direzione della Nubra Valley. Stiamo entrando nel Ladakh vero e proprio, con il suo paesaggio imponente ed immobile, dal grande cromatismo delle rocce. Vediamo tracce scavate nella roccia da uomini e da animali; ci stiamo avventurando in moto lungo la “via della seta”, che per secoli è stata la principale via commerciale tra l’Europa ed il mondo Orientale. Guidare lungo questa rotta suscita emozioni e sensazioni indescrivibili, che possono essere solo vissute. Ormai non c’è più traccia di turisti Occidentali, solo abitanti della regione percorrono questa impervia tratta.

 

Incontriamo anche numerosi simboli religiosi: la nostra guida Andrea Alessandrelli di GoAsia ci racconta che questa è la culla pulsante del buddismo, da qui si è diffuso nelle altre regioni indiane. Si spiega così la presenza nelle valli di tanti “Stupa”, piccoli tempietti, ricoperti di bandierine colorate, con preghiere buddiste. Le abbiamo trovate anche sui passi di montagna, lasciate come simbolo di buon auspicio per i viaggiatori, seguendo il credo locale che “più si è in alto, più si è vicino a Dio”.



Il campo tendato di Sarchu
La fatica segna i nostri volti, ma siamo uniti, avanti tutta!
  • Un mezzo nella direzione opposta “ci aggiustiamo” per capire dove e chi passa per primo
  • La nostra impervia strada
  • Il meccanico Royal Enfield al lavoro
Lungo la Via della Seta, una strada a perdita d'occhio
Lachungla Pass a 5.065 mt. di altitudine ricoperto dalle bandierine religiose di buon auspicio
La Stupa, siamo nella culla del buddismo
Stiamo viaggiando in moto ad un’altezza superiore a quella del Monte Bianco!
  • Nel mezzo di un paesaggio quasi marziano
Pausa pranzo in un punto ristoro apparso nel nulla!
Avanti, verso il passo più alto del nostro viaggio,Tanglag La Pass a 5.350 mt
Arrivo al campo tendato di Sakti
  • Mentre le donne rattoppano la strada, i bambini si prendono cura dei più piccoli
Secondo passo conquistato!




La guida a sinistra (spesso non rispettata) e le strade con una carreggiata ridotta ci hanno creato non poche difficoltà. Ogni qualvolta incontriamo un mezzo nella direzione opposta “ci aggiustiamo” per capire dove e chi passa per primo. Il buon senso e l’istinto ci permettono di andare avanti senza finire in uno degli innumerevoli strapiombi. A questo si aggiunge la condizione delle strade: al 70% sterrate, con un fondo composto da una miscela di terra, sabbia e ghiaia, inframezzato da molti buchi. Mantenere un ritmo di andatura costante, senza pause, è davvero molto impegnativo, sembra quasi di guidare su percorsi da motocross con una moto da strada. A tutto questo si aggiunge il fatto che spesso siamo spesso costretti a stare in piedi per ammortizzare gli eccessivi sobbalzi e le sollecitazioni della strada, cercando di mantenere una velocità e un numero di giri adeguato per controllare la moto, consentendo la ripresa senza scivolare. La media è, purtroppo, di 15 km/h!

 

Su questi terreni accidentati le forature sono ormai una routine. I meccanici della Royal Enfield intervengono cambiando direttamente la ruota, aggiustarla “on the road” sarebbe impossibile in queste condizioni. Abbiamo visto donne e bambini al lavoro con le pietre a rattoppare i buchi nelle strade. Tutto il processo è estremamente faticoso: spaccano le pietre, le trasportano nelle ceste e riempiono i buchi insieme ad una colata di cemento. Tra due mesi tornerà il gelo invernale e tutto sarà da rifare! I continui sfregamenti con le rocce, gli urti, i numerosi guadi, i cambi di temperatura e la polvere, mettono a dura prova il nostro vestiario. Fortunatamente l’equipaggiamento Dainese ci ha difeso da questa natura aggressiva e i materiali (soprattutto degli stivali) hanno dimostrato di saper resistere in ogni condizione!

 

Oggi transitiamo lungo i passi più alti del nostro percorso. In mattinata arriviamo a Lachalung La Pass a 5.065 mt. di altitudine. Nel mezzo di un paesaggio quasi marziano un pensiero irrompe nelle nostre menti: stiamo viaggiando in moto ad un’altezza superiore a quella del Monte Bianco! Breve pausa “pranzo” per proseguire attraverso il secondo passo più alto del nostro viaggio, il Tanglang La Pass a 5.350 mt. Arriviamo a Sakti nel tardo pomeriggio, ci sistemiamo nel campo tendato in attesa il della cena a base di riso con verdure, carne di pecora, di pollo o di montone. Tutto rigorosamente accompagnato dalla sola acqua, nel rispetto delle usanze locali. A domani!